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Claudia Amari

Oltre... la pietra | B-yond the stone

 

"Studio del movimento"

 

Scolpire significa per me tentare di esprimere la genesi e l'evoluzione di un movimento, affinchè lo stesso diventi espressione percettibile di uno stato d'animo, di un pensiero, di un sentimento.
Nello sforzo di creazione che si compie realizzando un'opera d'arte, il movimento acquista così una valenza fondamentale e svolge un preciso ruolo come forza coesiva e coordinatrice dell'intera composizione.
Movimento quindi come propulsore di energia vitale, che infonde all'opera quella linfa capace di espandersi oltre tutti i suoi possibili contorni, trasformandosi da semplici linee rette o curve in delineazioni conduttrici di vita.



Ancora sto camminando raccolta nella eco di voci interiori che, da molto lontano, evocano in me antiche storie delle quali non conosco trama, né sollecito memoria cosciente, ma delle quali ne percepisco le emozioni.
Celato in loro è il seme delle mie future creazioni.

Milano, 22 Febbraio 2002




To me, sculpturing is a way to express the genesis and evolution of a movement, making it the perceptible expression of an inner state, of a though, of a feeling.
In the challenging creative making of a work of art, movement thus becomes of fundamental importance, and plays a precise role as the cohesive and co-ordinating force of the whole composition.
Movement, therefore as the projector of vital energy which imbues the work with that lymph capable of extending beyond all its possible contours, transforming the latter from simple, straight or curved lines into life-conducting outlines.



I am still walking engrossed in the echo of interior voices coming from very far, evoching in me ancient stories whose plot I ignore and of which I have no recollection, but whose emotions I perceive.
Hidden whitin them lies the seed of my future creations.

Milano, 22 February 2002

  foto movimento
Studio del movimento
Studio del movimento
Studio del movimento
, Studio del movimento
Studio del movimento
, Studio del movimento
Studio del movimento
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Studio del movimento
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"il vetro e l'acciaio nelle mie sculture"

 

Il vetro...
...atomi di silicio e ossigeno nelle fiamme... sabbia, aria, fuoco...
...incandescenza modellata in un batter d'ali...
...creatura di pochi attimi... eppur inalterabile...
...trasparenza che sostanzia meraviglia...
...in sé ...i sogni...
...dimora d'irrazionali sensi...
...universo del dubbio...

Il vetro...
È un incanto per lo sguardo, libero di andare "oltre" perforando caleidoscopiche cromìe, inseguendo ombre e morbide opalescenze che sanno moltiplicarsi tutt'attorno...
È affascinante per la sua natura amorfa, struttura disordinata... atomi uniti senza un ordine apparente... È suggestiva per l'immediatezza della sua formazione, per l'imprevedibilità...
È aria consistente che si fa materia, si veste di luce catturata... abito sempre inedito...
È la materia delle attese e delle sorprese, dei tempi senza il tempo...

Ogni atomo del vetro è in perenne movimento... nulla appare cristallizzato in una prigione reticolata... nient'altro può sostanziare meglio la progressione inquieta dei sentimenti nel loro disordinato insorgere...
Ho affidato al vetro l'emancipazione del divenire spirituale dell'essere umano, fondamento e urgenza della mia espressione artistica, perchè attraverso di esso io possa incrementarne la stessa scomposta percezione visiva.



In questo suo duttile e mutevole aprirsi alla penetrazione dello sguardo, ho creduto di intuire la possibilità di un accostamento sinestetico con altre materie, una sorta di congiunzione dalla quale possa scaturire una sensazione bivalente di straniamento, una contaminazione dell'apparato percettivo, una metafora dell'immagine.
Ho voluto osare un'associazione espressiva di percezioni visive tanto diverse da sembrare incompatibili tra di loro, eppure rinviate e ricomposte in un'unica esperienza multisensoriale.

L'omogeneità del vetro, compatibile con la lunghezza d'onda della luce esalta tutto l'alfabeto della rifrangenza e della propagazione luminosa, manifestandosi accentuatamente quando la luce invade materie con diversi indici di rifrazione della luce. Deviazioni, angoli d'incidenza e profondità ne determinano inclinazioni e passaggi, mutandone le facoltà di assorbimento o radiazione, distribuendone le ombre e le penombre, descrivendone lo spazio, le linee di conduzione e le direzioni, definendo insomma l'intera percezione visiva.

Motivata dalle mie visioni immaginarie ho intrapreso un lungo percorso di ricerca e sperimentazione.
Le caratteristiche strutturali del vetro, quali la sua trasparenza, inalterabilità, durezza e inelasticità, mi hanno condotto ad ipotizzare un sodalizio con materie differenti per strutture molecolari, aspetto e colore.
Ho desiderato intrecciare inediti legami simbiotici del vetro con il marmo e il bronzo e, perchè no, con la terracotta, per raggiungere connubi fino ad oggi inesplorati, allo scopo di suscitare disordinati effetti di diffusione della luce.

Dopo avere tentato molte vie e complessi procedimenti di lavorazione, dai crogioli di fòndita da cui si preleva il vetro per soffiarlo con le canne, ai forni dove si realizza la vetro-fusione a cielo aperto, in piano o a caduta, con o senza un calco di supporto, sono riuscita ad ottenere elementi vetrosi tridimensionali in bassorilievo o altorilievo o a tutto tondo, sintesi astratte di movimento, ornamenti o supporti, parti anatomiche delle singole figure o integrazioni dei piani dell'intera composizione plastica.

Queste parti in vetro risultano così nascenti, integranti, immergenti, sporgenti o delimitanti parti dell'opera, e l'immagine percepita dell' "insieme" tende a confondere i confini materici che invece sostanziano le naturali diversità.
La luce è un elemento fondamentale della mia visione creativa, e in quanto tale è costantemente ricercata, deviata o assecondata, in altre parole è "scolpita" nel marmo come nel bronzo affinchè, con il suo naturale espandersi sulla superficie del modellato, ne risulti nascosta o imprigionata o esaltata.
Grazie all'inserimento dei vetri e alla loro naturale composizione e scomposizione spettrometrica, ho potuto potenziare gli effetti rifrangenti, sfruttando questi meravigliosi iatici di luminosità quali "emancipanti" in grado di accrescere d'intensità l'eloquenza emotiva delle figure e dei loro gesti.
La sperimentazione di drogare la pasta vetraria con intrusioni sedimentarie e polverose, ossidi o metalli che siano, in alcuni casi anche tissutali, assorbite negli interstizi del suo legame molecolare, consentono l’ottenimento di sfumature cromatiche ricercate e atipiche, tali da rendere quasi impercettibile, una volta accostati alla pietra e al bronzo, la naturale differenza tonale.
Il mio tentativo ha lo scopo di purificare l'immagine dalle sue stesse differenze e restituirla integra all'illusione di unicità apparente.

Gli elementi realizzati in vetro, una volta integrati nell'opera, si percepiscono come oggetti immateriali, diventando parte dei gesti dello spirito, sdoppiamenti dell'anima, scie di percorsi emotivi, trascorsi... cadenze di tempo...

L'opera così assemblata si costruisce assecondando un'immagine spazio-temporale ben definita che costituisce lo spazio scenico di una rappresentazione, la sua cadenza e il suo sviluppo in divenire.
Le variazioni degli angoli di rifrangenza imposte dalla posizione stessa delle figure in seno al loro spazio volumetrico tridimensionale, la ripetizione dei gesti come il moltiplicarsi composto di parti anatomiche, accentuano il senso temporale del "racconto" e ne rimandano amplificato il senso di un tempo trascorso. Le luci diventano capitoli di una "voce narrante", la penombra può farsi passato e la luce divenire il presente o viceversa...
La percezione visiva si può confondere con quella cognitiva...?
Può la realtà rappresentare il sogno...?

foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
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"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"


Acciaio...
... atomi di ferro e carbonio…cromo e ossigeno...terra aria fuoco...
... incandescenza liquida che si fa durezza impenetrabile...
... creatura di un tempo lento...certo...ordinato...solido...
... compattezza che sostanzia i suoi legami...
... in sé la realtà...
... dimora di razionali sensi...
... universo delle certezze...

L'acciaio...
È sodalizio di ferro e carbonio, dall'aspetto grigio lucente...
È materiale di aggregazione, resistente alla fatica, alla trazione, alla tensione di snervamento, all'elasticità...
è unione di molecole cristalline reticolate che ne esaltano l'ordine e la compattezza...
È sinonimo di forza, durezza e stabilità...
È dimostrazione di solida e pervicace resistenza della materia che, nata da una fusione, salda i suoi legami intermolecolari per rimandarci la suggestione di una perennità incontaminabile.


VUOTO

Ho affidato all'acciaio il compito di evocare la fermezza e la certezza della realtà, il punto fermo delle circostanze e dei percorsi che si fanno storia di noi e delle genti, sicura e lucida traccia conduttrice di ciò che si è vissuto.
Simbolo di un divenire cosciente, di ciò che siamo e siamo stati, contrapposto certo dell'inquietudine nel divenire spirituale...
Rispettandone la scarsa duttilità, l'ho scolpito modellandolo a freddo, in piano o a sbalzo, forgiandolo, incidendolo e perforendolo, affinchè una volta sovrapposto, ne calzasse l'armonia di piani e volumi, affiancandosi o immergendosi nei piani della composizione fino a diventarne parte integrante, strutturale, anatomica, ornamentale.
Ho voluto immaginare questo accostamento di elementi metallici alla pietra, al vetro e al bronzo, quali conduzioni indeformabili di percezioni visive, cercando nella presenza della loro virile materialità la lucida chiarezza espressiva di un linguaggio oggettivo.

L'evidente geometria dei volumi e delle linee, la marcatura dei piani e delle superfici accompagna una percezione di consapevolezza di un tempo trascorso, suggerendo simbologie legate ad un passato che si è fatto "storia".
La forza della sua penetrazione in materiali così dissimili tra di loro, che nulla consente ad un adattamento disordinato, restituisce allo sguardo la sensazione ferma di un dato fattuale avvenuto.

Ancora una volta luce e cromìa sono fondamento e guida delliimmagine, il grigio dei pigmenti, la levigatura e la satinatura come la lucidatura piena degli elementi metallici, percorrendo tutta la gamma della possibile finitura della superficie, diventano conduttori di linee ben definite e di rifrazioni multiple.
Essa, sia che penetri morbidamente e senza riflessi come in un velluto o, al contrario, si rispecchi nella vividezza e ne rimandi i bagliori tutt'attorno, evoca una condizione reale che racconta l'altra faccia della storia narrata, quella intransigente dell'accaduto.
All'acciaio quindi il compito di emancipare i la certezza di ciò che è successo, motivando forse ciò che è prevedibile possa succedere...
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
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"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
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"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
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"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
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"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
foto vetro e acciaio
"il vetro e l'acciaio nella mia scultura"
 
 
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crocino web design: studio manolibera milano     |      fotografie in bianco e nero: Franco Pasti e Carlo Ciraudo crocino